In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.

Continuando il nostro ciclo di prediche sulla Fede, vogliamo oggi rivolgere il
nostro sguardo sull’infallibilità della Chiesa.

Il Vangelo di san Matteo conclude con queste parole del Signore ai suoi
Apostoli: “Mi è stato dato ogni potere in cielo ed in terra, andate dunque, e
ammaestrate tutte le nazioni … insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi
ho comandato. Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”
(Mt.28,18-20).
Con queste parole il Signore elargisce sulla Chiesa, in forma degli Apostoli e
dei loro successori, il munus docendi, l’ufficio di insegnare, così istituendo la
Chiesa insegnante.

Qual è l’ambito di questo insegnamento? L’ambito di questo insegnamento
viene espresso con le parole “tutto ciò che vi ho comandato” ed è la
Rivelazione intera. La Rivelazione, o il Depositum Fidei, ha due fonti che sono
la Sacra Scrittura e la Tradizione orale, e consiste in ciò che si chiamano le
verità della religione, che si distinguono nelle verità della Fede in senso stretto,
e le verità della morale.

Le verità della Rivelazione, in quanto proposte dalla Chiesa da credere come
tali, sono i Dogmi. I Dogmi sono infallibili perché garantiti dal Signore stesso
con le parole: “io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”, e con le
parole durante l’Ultima Cena: “io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro
Consolatore perché rimanga sempre con voi, lo Spirito di verità” (Gv.14,16-
17).

I Dogmi sono infallibili nel senso definitivo perché sono un esercizio del
munus docendi che partecipa a quello del Signore che è la Verità stessa: il
Vero, il Veritiero Che non può essere ingannato, ne ingannare: qui nec falli, nec
fallere possit (Concilio Vaticano Primo).

Per riassumere, la Chiesa possiede il munus docendi e il munus docendi è il
mandato per insegnare le verità della Rivelazione. La Chiesa insegna queste
verità come Dogmi e questi dogmi sono infallibili. Dio stesso ha dato questo
mandato alla Chiesa e Dio stesso garantisce l’infallibilità dei Dogmi.

La Chiesa ha dunque il mandato di insegnare Dogmi infallibili o, in altre
parole, la Chiesa è infallibile quando insegna i Dogmi. Ma quando diciamo
questo, come intendiamo la parola “Chiesa”? La intendiamo in due sensi.
Il primo senso è quello dell’Episcopato intero, secondo la parola di san
Cipriano: la Chiesa è nei Vescovi. I Vescovi sono infallibili quando dichiarano un
Dogma sia in modo straordinario, sia in modo ordinario.
Lo dichiarano in modo straordinario in un Concilio generale ed ecumenico
(nel senso che tutti i Vescovi Cattolici del mondo vengono invitati e in numero
sufficiente assiste per poter rappresentare l’Episcopato intero). In un tale
Concilio il Papa presta ai Vescovi una partecipazione al suo proprio potere e
può confermare e promulgare le loro decisioni solo lui.

I Vescovi dichiarano un dogma in modo ordinario quando lo fanno nelle loro
Diocesi unanimemente tra di loro e con il Papa. Un esempio sono i Catechismi
diocesani (di una volta, bisogna precisare).

Un soggetto di infallibilità è dunque l’Episcopato intero; l’altro è il Papa. Il
Concilio Vaticano Primo proclama che: “il Papa è infallibile quando parla ex
cathedra, cioè quando definisce come Pastore e dottore di tutti i cristiani in
virtù della sua suprema ed apostolica autorità, che una dottrina della Fede o
della morale è da tenere dalla Chiesa Universale…”

Il Concilio Vaticano Primo definisce l’infallibilità del Papa come quella che il
Signore voleva elargire sulla Sua Chiesa. Questa infallibilità si evidenzia nelle
parole del Signore “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” e
viene presupposto dalla autorità suprema del Papa espressa nelle parole del
Signore “pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle”.

Poiché un Concilio e un Papa sono infallibili solo quando proclamano dogmi,
possiamo concludere che il Concilio Vaticano II non era infallibile perché
mancava l’intenzione di proclamare Dogmi. C’erano constatazioni dogmatiche
dentro di esso, ma solo come reiterazione di dogmi già definiti
antecedentemente. Possiamo concludere altrettanto che poco di ciò che
insegna un Papa è infallibile e comunque ciò che insegna deve essere accolto
con atteggiamento pio e rispettoso.

Il contenuto della nostra Fede è la Verità, la Verità infallibile, ciò che nostro
Signore Gesù Cristo + e nostro dolce Redentore garantisce solennemente,
affinché tutti gli uomini, attraverso tutti i secoli, possano conoscere questa
Verità e conoscendola, avere la Vita Eterna, Amen.
Sia lodato Gesù Cristo +

Predica di Padre Konrad del 6 luglio 2011